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La “ricetta” di una vecchiaia felice
Gli anni passano anche per i nostri fedeli amici ed iniziano a comparire i primi acciacchi. I reni non funzionano più bene, il cuore comincia a perdere colpi ed i denti iniziano a “dondolare”.
Nella nostra società, la vita media di un gatto domestico è di circa 14 anni, ma vi sono molti soggetti che hanno superato la soglia dei 30. Per il cane, la durata massima della vita è di circa 27 anni, ma esistono numerose differenze per quanto riguarda l’età media, che dipendono principalmente dalla taglia.
L’elisir dell’eterna giovinezza, purtroppo, non esiste ancora, ma l’alimentazione può fare molto per ritardare od alleviare i problemi della vecchiaia e spesso, è in grado di aumentare l’aspettativa di vita.
Al contrario degli animali giovani, che dispongono di riserve corporee sufficienti e possono tollerare un’alimentazione sbilanciata per anni senza mostrare sintomi clinici, i soggetti anziani sono molto più esigenti ed ogni singolo errore alimentare può avere serie ripercussioni sulla loro salute.
L’importante per i nostri animali non è solamente vivere a lungo, ma soprattutto vivere bene.
Lo scopo dell’alimentazione, quindi, è quello di aumentare la durata e la qualità della vita, e minimizzare la gravità delle patologie.
In genere, si consiglia di modificare la dieta verso i 7 anni nei cani di piccola taglia e nei gatti, mentre è meglio anticipare di un paio d’anni nei cani di taglia grande.
Con il giungere della vecchiaia, l’organismo si trasforma: i muscoli perdono di tono e volume e lasciano il posto ai depositi di grasso. Il vostro animale passa più tempo a dormire e, magari a causa di qualche doloretto articolare, è restio a muoversi. Il metabolismo, quindi, si riduce e così anche la richiesta di energia.
È quindi opportuno ridurre l’apporto energetico di circa il 15%.
Contestualmente, dobbiamo limitare l’apporto di grassi della dieta, senza tuttavia eliminarli del tutto. I lipidi, infatti, permettono l’assorbimento delle vitamine liposolubili, apportano gli acidi grassi essenziali e migliorano l’appetibilità dell’alimento, aumentandone anche la digeribilità.
L’ideale è scegliere un mangime per cani con un contenuto di grassi compreso fra il 7 ed il 15% della sostanza secca, mentre un prodotto per gatti deve apportare il 10-25% di grassi.
Per quanto riguarda il fabbisogno di proteine, esistono teorie controverse.
Molti suggeriscono di ridurre drasticamente il contenuto proteico della dieta, in modo da non affaticare i reni.
Altri, al contrario, sostengono che sia necessario somministrare una maggiore quantità di proteine, per sopperire ai deficit metabolici dell’organismo, garantire il tono muscolare e stimolare il sistema immunitario. La verità, come al solito, sta nel mezzo. Piuttosto che aumentare la quantità di proteine, infatti, è meglio migliorarne la qualità, preferendo quelle più digeribili e ricche di aminoacidi essenziali.
Per garantire un’idonea motilità intestinale nell’animale anziano, che spesso ha l’intestino “pigro”, occorre controllare l’apporto di fibra. Le sostanze antiossidanti, quali vitamina E, ß carotene e luteina, possono essere un valido aiuto per contrastare gli effetti dannosi dei radicali liberi che si accumulano nell’organismo con il passare degli anni.
Gli stessi nutrienti rafforzano inoltre il sistema immunitario, rendendo l’animale meno suscettibile alle infezioni.
Visto che l’animale anziano, specie se di taglia grande, ha sempre qualche problema a livello articolare, è buona abitudine somministrare un alimento che contenga dei condroprotettori, cioè delle sostanze in grado di proteggere le articolazioni.
Le più usate sono la glucosamina e il condroitinsolfato; se l’alimento che somministrate al vostro animale non li contiene, potete farvi prescrivere dal vostro veterinario di fiducia un buon integratore alimentare che li contenga.
Se il vostro amico è affetto da seri problemi dentali, potrebbe avere difficoltà a masticare un alimento secco, come le crocchette tradizionali.
In questi casi è meglio orientarsi verso i paté od i bocconcini umidi, oppure ammorbidire il mangime abituale con brodo o acqua tiepida. In genere, per i soggetti anziani, è meglio non lasciare il cibo sempre a disposizione, perché rischierebbero di ingrassare troppo. Al contrario, questa tecnica è consigliabile per quegli animali veramente avanti con gli anni che, spesso, non riescono ad assimilare bene l’alimento o sono inappetenti.
Per mantenere attivo l’apparato digerente, evitando i sovraccarichi di cibo, è consigliabile somministrare all’ anziano tanti piccoli pasti e comunque non scendere sotto i 2 al giorno. Spesso questi soggetti manifestano una minore sensibilità alla sete e sono molto più suscettibili alla disidratazione, soprattutto se in concomitanza soffrono di disturbi renali.
I liquidi, quindi, non devono mai mancare; lasciate sempre a disposizione una ciotola colma di acqua fresca e pulita!
Tenete presente che un gatto dovrebbe bere almeno 200-250 ml di acqua al giorno. ?Una strategia per incoraggiare il vostro animale a bere di più è somministrare brodini senza sale o quelle bevande per animali che si trovano in commercio.
Oppure potete aggiungere dei liquidi alla pappa abituale, o passare da una dieta a base di crocchette alle scatolette.
A cura di: Dott.ssa Sabrina Dominio
Medico Veterinario - Nutrizionista

A che età diventa “anziano”?

Gatto: 12 anni
 
 
Tratto dal numero 19 di Zoomark News
 
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