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Le tartarughe acquatiche varietà Sternotherus
Le tartarughe acquatiche tropicali sono divenute piuttosto comuni nelle case delle famiglie italiane anche se spesso i loro proprietari non hanno le idee chiare sul loro mantenimento.
La specie maggiormente commercializzata è la Trachemys scripta, una tartarughina dal costo di acquisto modesto ma che necessita di alcune cure importanti e che, col passare degli anni, diventa impegnativa poiché raggiunge le dimensioni massime di 25/30 cm. In questo articolo, invece, vorrei parlare della Sternotherus carinatus che deve il suo nome (carinatus) alla somiglianza del suo carapace con la carena delle barche.
Questa tartarughina acquatica è più facile da tenere perché raggiunge dimensioni più piccole.

DISTRIBUZIONE e HABITAT
La Sternotherus carinatus è diffusa in sud-est Oklahoma, centro Arkansas e Mississippi fino a sud nel Golfo del Messico. Occupa alcune zone colonizzate da molti Emydidi e altri Kinosternidi con cui ne condivide gli spazi. È facile trovarla nei corsi d’acqua, in piccoli laghi o semplici raccolte d’acqua. Predilige acque ricche di alberi e di vegetazione acquatica e con fondali fangosi ma solitamente poco profondi.
I climi in cui vive sono molto simili a quelli Italiani.

CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALI
È una tartaruga poco propensa al nuoto e preferisce sostare in acque poco profonde.
Passa parte della giornata crogiolandosi al sole sulle rive dei bacini in cui vive o arrampicandosi sulle radici affioranti.
Ha abitudini strettamente notturne o crepuscolari.
Visto le temperature dell’areale di provenienza va in letargo durante i mesi più freddi come alcuni Emydidi.
Sono animali attivi anche a basse temperature, a differenza di altre specie diffuse negli stessi areali.

CARATTERISTICHE FISICHE
È una tartaruga acquatica piccola e raggiunge la dimensione massima di 16 cm anche se in cattività raggiunge dimensioni minori (di norma 12 cm).
Presenta un carapace particolarmente a cupola, con colori che vanno dal marrone al grigio. Da giovane ha un carapace molto chiaro con tanti puntini neri e presenta una cresta molto accentuata lungo la linea mediale del carapace che, con il tempo, tende a scomparire. La pelle e il capo sono grigi con gli stessi puntini neri del carapace e del piastrone. Sotto la testa presenta, da adulta, due barbigli. Il becco è sporgente nella parte superiore, molto forte e tagliente, caratteristico di questa specie (e di quasi tutti i Kinosternidi).
Il piastrone, che presenta una cerniera poco sviluppata, ha colori uniformi giallo-marrone, mentre gli individui giovani presentano dei puntini neri su sfondo rosa che con il tempo spariscono.

DIMORFISMO SESSUALE
La caratteristica più evidente tra i due sessi è la coda: nei maschi è molto larga alla base e con l’apertura cloacale verso l’estremità. Nelle femmine invece la coda più piccola e sottile, ha l’apertura della cloaca posta vicino agli scuti anali.
Un altro dimorfismo è rappresentato dagli scuti anali: nei maschi sono meno accentuati rispetto alla femmina in cui coprono maggiormente la coda con un angolo più chiuso rispetto ai maschi.

MANTENIMENTO IN CATTIVITÀ
È possibile mantenerle in casa in un acquaterrario opportunamente attrezzato e di dimensioni minime, per una tartaruga adulta, di cm 50x30.
Dato che sono scarse nuotatrici e si limitano a camminare sul fondo piuttosto che nuotare, il livello dell’acqua deve essere di circa 25 cm (per la tartaruga adulta) in modo da permetterle di respirare tenendo le zampe posteriori ancorate a terra. Per le Sternotherus odoratus sono consigliate temperature dell’acqua comprese tra i 23 e i 27 gradi centigradi (25-26 gradi centigradi sono ottimali); al di sotto del valore minimo tollerabile (intorno ai 20 gradi) iniziano a manifestare rallentamento del metabolismo, inappetenza e apatia, una situazione dannosa per la loro salute. È necessario dotare l’acquaterrario di un’area emersa costituita da sassi non taglienti o tronchi (ottime le radici di mangrovia) e di un’area costituita da sabbia o terra con una superficie estesa pari almeno al 30% della superficie acquatica, poiché spesso scavano buche e vi si interrano o per una eventuale deposizione di uova. ?L’area emersa deve essere dotata di un neon UVB (essenziale) con valore minimo del 5%, acceso dalle 10 alle 12 ore al giorno, e posto a distanza massima di 30 cm e di una lampadina tipo spot in grado di riscaldarne un punto, innalzando la temperatura fino ai 30-31 gradi centigradi, necessari alla loro termoregolazione, creando in questo modo un gradiente di temperatura.

ALIMENTAZIONE
È una specie onnivora ma la sua alimentazione è essenzialmente carnivora, integrata saltuariamente in una piccola percentuale, con cibo di origine vegetale. Poiché trae il necessario apporto nutritivo da molti alimenti, in cattività l’alimentazione deve essere estremamente varia.
In natura si nutrono di tutto ciò che capita nei loro paraggi soprattutto di insetti, molluschi, crostacei, vermi, pesci morti o predati da altri animali, alghe, piante acquatiche e piante sommerse.
Gli individui giovani necessitano di una frequenza di alimentazione giornaliera, con un giorno di digiuno, mentre gli adulti possono tranquillamente essere alimentati ogni 3 giorni visto i loro tempi digestivi di gran lunga più lenti di quelli dei giovani e soprattutto le loro attitudini strettamente carnivore.
In commercio vi sono diversi cibi specifici per tartarughe acquatiche che devono comunque essere integrati con cibi freschi quali pezzettini di pesce crudo, gamberetti d’acqua dolce e cibo vegetale sotto forma di insalata di vario genere.
 
 
Tratto dal numero 37 di Zoomark News
 
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