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Notizie di acquariologia: Cleithracara maronii
Lo Cleithracara maronii o più noto con il “vecchio” nome di Aequidens maronii è un ciclide di piccole-medie dimensioni (12-15 cm da adulto) proveniente dal bacino dell’Orinoco in Venezuela, conosciuto già alla fine del 1800.
Ha colorazione marrone con varie sfumature e una macchia sui lati del corpo che ricorda vagamente il buco di una serratura.
La forma del corpo è piuttosto ovoidale e schiacciata sui fianchi, la pinna dorsale è allungata e nei maschi soprattutto si estende anche oltre la coda.
L’acquario ideale per l’allevamento di una coppia di C. maronii è una vasca dedicata a loro (80 cm o più) e i pochi coinquilini devono essere pesci di dimensioni inferiori e dal carattere pacifico e tranquillo.
Molto adatti sono la Carnegella strigata, la Petitela geogiae e pulitori quali Otocinclus affinis, Farlowella acus o altri con le caratteristiche similari; si tratta inoltre di pesci che vivono bene in un acquario ben arredato, sono fondamentali piante di varie dimensioni piuttosto robuste e alcuni nascondigli come radici e pietre che creano piccole grotte o anfore in terracotta.
I valori chimici dell’acqua devono rispecchiare quelli della loro zona di origine quindi Ph acido (6,5 circa), temperatura sui 27°C e acqua ovviamente ben filtrata e priva di nitriti e nitrati.
L’alimentazione deve essere varia e deve comprendere sia cibo confezionato in fiocchi o granelli, sia cibo come chironomus e artemie congelate o liofilizzate.
Osservando queste condizioni la nostra coppia di ciclidi inizierà a riprodursi deponendo un gran numero di uova con modalità diverse; potranno infatti essere deposte su una pietra o in un anfratto tra le radici o più semplicemente in una piccola buca nel ghiaietto.
Se le cose vanno per il verso giusto, il maschio in particolare inizierà le cure parentali verso le uova e in seguito verso i piccoli nati.
Gli avannotti andranno poi nutriti con cibo in polvere specifico o, ancora meglio, con naupli di artemia appena schiusi. In conclusione si tratta di un pesciolino di facile allevamento che con poche accortezze si riproduce dando notevoli soddisfazioni anche a chi è entrato da poco nel mondo dell’acquariologia.
 
 
Tratto dal numero 38 di Zoomark News
 
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