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Cani paurosi: cosa possiamo fare?
Di fronte a cani paurosi, timidi o fobici, cosa possiamo fare?
Questo è uno dei problemi che preoccupano maggiormente i proprietari e che spesso diventa motivo di facili guadagni per fantomatici guru dell’addestramento o super comportamentisti! Allora lo scrivo in grande: ‘LA MAGGIOR PARTE DEI CANI CHE SOFFRONO DI FOBIE O PAURE NON LEGATI AD UNA ESPERIENZA MA BENSÌ A UN FATTORE GENETICO, NON SI POSSONO RECUPERARE COMPLETAMENTE!
Il cane che fin da piccolo manifesta paure e forte timidezza verso umani, ambienti sconosciuti o anche propri simili non può diventare un ‘cane coraggioso’ nonostante ci siano persone che con l’utilizzo di mega paroloni tipo desensibilizzazione e controcondizionamento pensano di risolvere il problema. Ciò non toglie che comunque possiamo in qualche modo aiutare il nostro amico a 4 zampe a vivere meglio e a risolvere anche solo in parte i suoi problemi.
Il primo aspetto sul quale dobbiamo lavorare è la fiducia del cane nei nostri confronti. Se il cane non si fida del proprietario, figuriamoci se può fidarsi del resto del mondo.
Bisogna fargli capire che quando sta con noi non può succedergli nulla di male e che assieme possiamo superare qualunque difficoltà. Come si ottiene in pratica questa fiducia?
Si devono presentare ostacoli che per lui sono un problema, in maniera graduale, finché il cane non supera la difficoltà. Esempio: se il mio cane ha il terrore dei bidoni dell’immondizia, cercherò di avvicinarmi gradualmente, partendo da una distanza tale che la vista del bidone non gli crei problemi; piano piano mi avvicinerò fino a che lui stesso scoprirà che il bidone non è più un problema!
Ovvio che ogni cane ha suoi tempi, alcuni soggetti ci mettono pochi giorni, altri diversi mesi!
Altro aspetto da coltivare è insegnare al cane a darci attenzione.
Dobbiamo catturare la sua attenzione con qualsiasi mezzo e riuscire a tenerla focalizzata su di noi.
Il cibo può essere il primo approccio ma non è la soluzione, dobbiamo essere delle guide non dispensatori di biscotti o altro.
Sottolineo che il cibo non crea fiducia, né rispetto.
Pensare di conquistare un cane a suon di bocconcini è solo un’illusione. Il cibo è un tramite che serve inizialmente ad attirare la sua attenzione e gratificare i primi passi, poi si passerà al gioco ma col tempo il cane dovrà darci attenzione perché ha piacere di stare con noi.
In poche parole noi dobbiamo diventare il centro del suo interesse.
Alcune persone sostengono che il loro cane non gioca.
Non è possibile! Tutti i cani giocano, chi più, chi meno, ma giocano.
Il gioco è un comportamento che hanno dentro e attraverso il gioco il cane acquista coscienza del proprio corpo e impara a comunicare con i propri simili. Tutte le attività e impulsi istintivi vengono affinati attraverso il gioco. Quando avremo un cane che gioca con noi, cominceremo l’attività ricreativa in presenza di stimoli per lui stressanti o preoccupanti, in maniera sempre graduale, fino ad arrivare al punto che l’ambiente o lo stimolo passano in secondo piano rispetto al proprietario.
Non possiamo però pensare che un cane fobico sia guarito dalla sua paura solo perché, distraendolo un po’, riusciamo a farlo avvicinare allo stimolo che lo spaventa. Poi lui ci ripensa ed elabora la cosa.
I cani sono cognitivi. Pensano e traggono le loro conclusioni.
Le fobie a volte sono più forti di qualunque ragionamento. Chiunque ha una forte paura o una fobia di ragni, serpenti o altri animali sa bene che non basta razionalizzare che quel tipo di ragno o serpente è innocuo.
Nel momento in cui se lo trova davanti, viene preso dal terrore.
Per superare una paura inconscia è importante creare una desensibilizzazione. Ma questa parolona cosa significa? Desensibilizzare vuol dire sottoporre il cane agli stimoli che innescano la sua fobia partendo dall’intensità che non causa la reazione fobica e aumentandola gradualmente e con molta attenzione.
Un esempio, il cane ha paura delle persone. Si comincia a fargliene vedere una da lontano.
Se mostra timore la persona si allontanerà un po’, se gli è indifferente la faremo avvicinare di qualche metro.
Dobbiamo arrivare a portare la persona sconosciuta fino a quasi sfiorare il cane senza che lui mostri paura o stress. Ho dato degli esempi di come si può aiutare un cane con problemi di paura. Purtroppo non sempre si possono avere dei risultati soddisfacenti e possono variare i tempi di risposta. Spesso per ottenere un piccolo segno di miglioramento ci vogliono mesi e a volte anni.
Un ultimo consiglio. Se avete un cane con problemi del genere rivolgetevi a persone qualificate. Prenderanno in esame il vostro amico e sicuramente un miglioramento, anche piccolo, lo potrete ottenere.
 
 
Tratto dal numero 40 di Zoomark News
 
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