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salute e benessere
Quando arriva la terza età
Dott.ssa Roberta Piccolo, Medico Veterinario

L’avanzare dell’età, nel cane e nel gatto, comporta una serie di cambiamenti dell’organismo che interessano principalmente le esigenze nutrizionali e le modalità di relazione.
Approfondiamo insieme le problematiche che possono insorgere e le possibili soluzioni.

Nuove esigenze nutrizionali
Con l’avanzare dell’età, cani e gatti mangiano più lentamente e con maggior appetito.
Possono, quindi, insorgere problemi di obesità e in alcuni casi sintomi di malassorbimento.
In questi casi è necessario:
1. somministrare un mangime altamente digeribile che apporti nutrienti di ottima qualità
2. apportare con l’alimento una corretta percentuale di glucosamina e condroitina come protezione per le articolazioni
3. somministrare il pasto giornaliero razionato in 2-3 piccoli pasti
4. evitare improvvisi cambiamenti nella dieta quotidiana
5. curare l’igiene orale per contrastare la formazione del tartaro.

Nuove modalità di relazione
Il cane e il gatto anziani modificano il loro modo di relazionarsi sia con l’uomo che con i propri simili. Tendono a diventare pigri e a manifestare alterazione dell’umore e del ritmo sonno-veglia.
In alcuni casi, si possono manifestare un deficit neuro-motorio, un deficit della memoria e un incremento dell’ansia che determinano un quadro di deterioramento cognitivo ben specifico.
Per ovviare o minimizzare questi problemi è opportuno:
1. stimolare la mente e l’olfatto con attività mirate che tendono a mantenere alto il grado di appagamento del nostro amico. Contrariamente a quanto si crede, i cani e i gatti anziani sono ancora in grado di apprendere
2. rispettare i tempi di reazione legati allo stato di salute fisica e mentale dell’animale
3. condividere passeggiate brevi e frequenti nell’arco della giornata
4. mantenere vive le relazioni con i co-specifici tutelando però la serenità del nostro amico
5. garantirgli una cuccia soffice e calda al fine di contrastare il manifestarsi dell’artrosi.

Un consiglio: La cosa più importante è non considerare mai un animale anziano come un “malato”, a meno che non si sviluppino patologie organiche che necessitano di determinate cure.
 
 
Tratto dal numero 41 di Zoomark News
 
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