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Gli animali fantastici fra arte e scienza
di Donatella Di Modugno

Gli animali sono da sempre compagni di vita per l’uomo. Comparsi sulla terra, ben prima dell’arrivo dell’uomo sul nostro pianeta, sono stati venerati o perseguitati fino al sacrificio.
Negli animali l’uomo riconosce qualcosa di sé ma anche qualcosa di extraumano. Così l’animale diventa simbolo di una realtà a volte soprannaturale, a volte magica da cui noi umani siamo esclusi. Il rapporto fra uomo e animale è così complesso e diverso nel tempo e nelle diverse regioni del mondo, che negli ultimi anni per analizzarlo è nata una nuova disciplina: la zooantropologia.
Seguendo lo schema del prof. Ballarini si sono distinti tre diversi periodi: il primo, quello arcaico o magico totemico, in cui l’uomo venerava gli animali come divinità ed esseri soprannaturali in quanto possessori di capacità superiori a quelle umane, come ad esempio quella di vedere di notte per i felini o di correre veloci come il vento o, possessori di quella che si può giustamente definire una forza sovraumana; il secondo, quello economico-funzionalista, in cui l’uomo domina, con la sua intelligenza e la sua tecnica, il regno animale e non riconosce a questi alcun tipo di intelligenza né di diritto ed, infine, quello attuale che viene definito della parità e della solidarietà.
Oggi, infatti, più che nel passato, si riconosce l’interdipendenza che lega la sopravvivenza dell’uomo a quella dell’animale. Si riconoscono ai nostri compagni di sempre, una serie di diritti e sulla scorta di questa nuova sensibilità vengono redatte delle regole codificate in legislazione sia a livello nazionale che mondiale.
Queste tre epoche che sono state individuate soprattutto a fini didattici, nella realtà si intersecano e convivono, a volte anche conflittualmente, in uno stesso periodo e regione.
Così ancora oggi, accanto ad uno studio scientifico, rigoroso e basato solo sulla sperimentazione, nel nostro immaginario sopravvive una favolosa mitologia sulle abitudini animali ben lontana da quella che può rivelare l’osservazione zoologica.
Così la salamandra, nella nostra immaginazione, resta sempre legata al fuoco come la volpe all’astuzia.
Realtà scientifica e fantasia si sono inoltre intimamente legate in un periodo come quello medioevale in cui sono comparsi a pieno titolo, anche nei trattati scientifici dell’epoca, animali che oggi abbiamo provato essere inesistenti come gli unicorni, le sirene, i draghi ma che ormai appartengono al nostro immaginario.
Proprio su questi temi lo scorso 13 novembre a Cossato, per l’Università Popolare di Biella si è tenuta una conferenza che verrà poi ripetuta a Biella, il 23 gennaio alle 16.00, al Museo del Territorio. In una breve carrellata di diapositive si è cercato di analizzare il diverso rapporto che lega uomo e animale nel tempo.
La conversazione tenuta non ha sicuramente la presunzione di esaurire in così breve tempo una tematica così complessa, ma spera di incamminare gli interventori sulla strada di una maggiore conoscenza reciproca fra uomo ed animale, per una migliore coesistenza in questo grandissimo dono che ci è stato dato e che abbiamo il dovere di conservare intatto, che è il nostro pianeta.
 
 
Tratto dal numero 19 di Zoomark News
 
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